6 Novembre 2018

Il fatto quotidiano: “Altagamma un business profittevole e di qualità”

A poco più di dieci giorni dalla visita ufficiale a Mosca del ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi, è il premier Giuseppe Conte a varcare la soglia del Cremlino per presentarsi alla corte di Vladimir Putin. Conte è arrivato nella capitale russa nel tardo pomeriggio del 23 ottobre, poco dopo la bocciatura della Commissione europea del Documento programmatico di bilancio presentato il 15 ottobre dal governo italiano. Ed è proprio la manovra al centro del breve discorso del premier durante il punto stampa organizzato con giornalisti e staff diplomatico presso il Consolato Generale. Prima degli incontri con Medvedev e con Putin, il premier ha fatto visita a due importanti fiere in programma all’Expocentre di Mosca intervenendo davanti agli imprenditori del settore calzaturiero complimentandosi con loro come ambasciatori del Made in Italy, nonostante le difficoltà registrate negli ultimi anni. Anche per effetto delle sanzioni, alle quali Conte fa riferimento dichiarando di aver “da subito mostrato una particolare sensibilità“. “Non possono costituire un fine – spiega – ma al più un mezzo per cercare di impostare la risoluzione di divergenze, di vertenze che comunque meritano di essere avviate a soluzione attraverso un proficuo dialogo”. “Se sono qui oggi in visita ufficiale è perché voglio evidentemente testimoniare al presidente Putin la costante disponibilità dell’Italia al dialogo”, ha poi aggiunto davanti la folla prima del faccia a faccia con il presidente russo. Tanti gli argomenti sul tavolo della Sala verde del Grande Palazzo del Cremlino – alla presenza dei ministri russi degli Esteri, Sergey Lavrov, e di Industria e Commercio, Denis Manturov, del consigliere presidenziale per la politica estera, Yurij Ushakov, del consigliere diplomatico italiano, Pietro Benassi, e l’ambasciatore a Mosca, Pasquale Terracciano. Lo scambio di opinioni ha avuto luogo su temi di attualità della cooperazione bilaterale nei settori commerciale, economico, energetico, degli investimenti, culturale e umanitario. Senza dimenticare la situazione in Siria e Libia, nonché l’interazione dei due paesi nell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), tenendo conto della presidenza italiana nel 2018.

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